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L'ISOLA DI GRADO

Isola d'Oro, Isola del Sole...si puo chiamare Grado, ma non bastano queste parole per descrivere il fascino della natura, l'importanza della storia e della tradizione, la bellezza della spiaggia e i benefici delle cure termali.

La Città di Grado, chiamata anche "Isola d'Oro" per l'arenadorata, rappresenta una delle più affascinanti e suggestive località turistiche dell'Adriatico: le splendide spiagge, il mare azzurro, la laguna, le terme, le marine, la nautica, gli itinerari eno-gastronomici, il ricco programma di manifestazioni, le tradizioni locali, le pittoresche "calli" del centro storico, l'antica Basilica paleocristiana, fanno di Grado una meta unica nel panorama italiano delle località turistiche.La Città è situata nella parte meridionale della provincia di Gorizia su un'isola tra la laguna di Grado e il Mar Adriatico. L'abitato, collegato alla terraferma da una lunga diga artificiale, include un pittoresco nucleo antico di tipo lagunare, attorno al quale si sono sviluppati i quartieri più recenti. Soprattutto durante il periodo estivo, ma anche nel corso dell'anno, Grado ospita un ricco programma di manifestazioni di varia entità (turistiche, culturali, sportive e di intrattenimento).

 
 
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La città di Grado è di origine romana, grado Gradus infatti significa scalo, e fu il primo scalo delle navi che risalivano il corso del fiume Natissa verso Aquileia, la più importante città dell' Oriente Romano e sede della "X Regione Italica Venetia et Istria" . Dapprima Castrum, con una cinta di mura a forma rettangolare che corrisponde all'odierna zona del centro storico, grado divenne con le invasioni barbariche residenza stabile e centro abitativo per le popolazioni che dall'entroterra cercavano scampo alle orde di Attila (452) In quell'occasione, narra una leggenda, Attila impotente ad addentrarsi nei pantani acquitrinosi della laguna pronunciò la storica frase
"Ambriabella, ti lascio per un bel Grado", volgendo le spalle all'isola e pensando già ad altre predonerie. grado Nel 568 di fronte all'invasione longobarda, l'arcivescovo aquileiese vi aveva trasferito la sede vescovile insediandosi come Venetiarum et Histriae Patriarca, ma il Patriarcato rimase sempre quello di Aquileia. Il Patriarca Elia completò la costruzione del Duomo e abbellì il piccolo borgo con edifici di culto rafforzando la cattedra patriarcale e l'importanza di Grado che era filopapale, ma determinando dissidi con grado Aquileia appoggiata dai Duchi longobardi (Scisma dei Tre Capitoli che terminò solo nel 1180).
E il dualismo tra le città si ampliò con la proclamazione canonica del Patriarcato di Grado. Grado si trovò ad essere la capitale religiosa di una zona che andava dall' Istria a Chioggia ed ebbe un grande sviluppo economico, commerciale ed artistico, grado fino al 1451 fu infatti metropoli e madre di tutte le chiese litoranee, ivi compresa Venezia sulle cui strutture esercitò un costante e lungo influsso. Ma la soppressione del Patriarcato nello stesso secolo e la sempre maggior potenza di Venezia fecero perdere la centralità di Grado nelle laguna veneta, mantenendo però come unico privilegio l'ordinamento grado governativo del Conte e del Consiglio eletto dalle sette famiglie patrizie.